Slogature - Lussazioni

Non muovete l’articolazione. Se la slogatura è di una mano, di un braccio, di una spalla o della mandibola e quindi il paziente può muoversi senza pericolo, conducetelo da un medico o in ospedale. Se il paziente non può muoversi (per esempio perché è slogata l’anca), chiamate l’ambulanza. Per diminuire il gonfiore e alleviare la sofferenza, applicate sulla parte colpita una borsa di ghiaccio.

Storte - Distorsioni

Sollevate l’articolazione colpita e mettetela in posizione comoda. Ponetele sopra una borsa di ghiaccio o un impacco freddo per calmare il dolore e il gonfiore.

Se la distorsione interessa una caviglia, evitate di camminare o di stare semplicemente in piedi. Se siete in montagna e se siete obbligati a camminare potete usare una benda elastica di 10 cm. di altezza: incominciate dalla base delle dita del piede, procedendo regolarmente e stringendo moderatamente. Se la lunghezza della benda lo consente potete arrivare fin sotto al ginocchio. Aiutatevi con un bastone.

Le distorsioni gravi devono essere esaminate dal medico per scoprire eventuali fratture.

Trasporto di un ferito

Il trasporto di una persona ferita può arrecare danni imprevedibili, specialmente se la lesione riguarda il capo, il collo e la schiena. Se vi è possibile chiamate i soccorsi e coprite il paziente con coperte o indumenti lasciandolo sul luogo dell’incidente. Non cercate di cambiare posizione all’infortunato finché non sia accertata la natura delle lesioni, a meno che sia assolutamente necessario spostarlo per evitargli danni ulteriori.

Affrontate il rischio di muovere comunque l’infortunato: quando si trova a faccia in giù e ha bisogno di essere rianimato o ha difficoltà a respirare per la presenza di acqua o fango; quando si trova in posizione supina, a faccia in su, e la respirazione è ostacolata dal rilasciamento della lingua o dalla presenza di vomito o di altri materiali organici; quando c’è un fattore ambientale come il pericolo di un incendio, di una esplosione, ecc.

Valutate la possibilità di adottare la posizione laterale di sicurezza Se l’infortunato deve essere messo al sicuro, spostatelo nel senso della lunghezza, non di fianco, mantenendo la testa immobilizzata ed allineata col collo e col dorso. Possibilmente infilategli sotto una coperta o un indumento lungo cui possa essere trascinato. Se deve essere sollevato, non piegatelo alzando soltanto la testa e i piedi ma fatevi aiutare e sollevate tutto il corpo, in modo da mantenerlo sempre dritto.

Non caricate un ferito grave in un automobile per affrettarvi ad arrivare nell’abitato più vicino. Non trasportatelo, se non sdraiato o semi sdraiato. Se deve assolutamente essere trasportato, improvvisate una barella. La cosa migliore può essere una porta o una larga asse. In mancanza di ciò, fate una barella con coperte e bastoni per mezzo di giacche abbottonate con le maniche rovesciate all’interno e i bastoni infilati dentro le maniche. Servitevi di una sedia (portata da due persone) per trasportare un ferito giù per una scala stretta o a chiocciola.

Quando date notizia di un incidente, informate il medico o il personale dell’ospedale della natura dell’incidente stesso e delle ferite. Chiedete consiglio sul procedimento più sicuro da seguire. Se vi sono dubbi, lasciate il ferito dov’è fino all’arrivo dei soccorsi, assicurandovi che sia al sicuro da altri pericoli.

Emorragia

Tenete sdraiato il soggetto per prevenire lo svenimento. Per arrestare l’emorragia premete fortemente sulla ferita con tutta la mano una compressa di garza sterile (o un assorbente igienico o un asciugamano di bucato o infine la cosa più pulita che avete a portata di mano). Se la compressa s’imbeve di sangue, aggiungetene un’altra direttamente sopra alla prima e continuate a premere.

Alcuni dei principali punti di compressione arteriosa

 

Se l’emorragia da un braccio o da una gamba non si arresta con la pressione diretta sulla ferita, cercate d’interrompere la circolazione nell’arteria che apporta il sangue all’arto, premendo fortemente su di essa con il pollice o con il palmo della mano. Ci sono quattro punti in cui è agevole esercitare una pressione diretta sulle arterie. Non tentate, però, di comprimere arterie nel caso di ferite al capo, al collo o al torace.

Non provate ad usare un laccio emostatico, se non siete stati addestrati a farlo. Infatti, il suo uso può essere pericoloso perché viene a privare tutti i tessuti a valle di ogni apporto di ossigeno. Normalmente si usa un tubo di gomma o di altro materiale elastico. In caso di necessità si possono usare anche ampie strisce di stoffa o cinture di cuoio, mentre sono da evitare i materiali rigidi e sottili come spago, filo di ferro, nylon, ecc. Si applica solo in caso di amputazione o semi amputazione di un arto; emorragia inarrestabile anche dopo aver compresso l’arteria che porta il sangue all’arto; schiacciamento (il laccio va applicato prima di togliere il peso che grava sull’arto). Non serve applicarlo all’avambraccio o alla gamba: se lo dovete usare, ricordatevi di stringerlo sul braccio o sulla coscia dove risulta più efficace e un po’ meno dannoso. Segnatevi l’ora.

Quando l’emorragia si è arrestata, fissate la compressa di garza al suo posto con una fasciatura stretta, non tanto però da non sentire il polso al di sotto della ferita. Lasciate al medico il compito di pulire e medicare la ferita. Fate molta attenzione a ogni sintomo di shock.

Per evitare l’infezione non toccate la ferita con materiale non sterile e con le mani non accuratamente lavate. Tuttavia, in casi urgenti potreste non avere altra scelta. Un adulto di media corporatura ha da cinque a sei litri di sangue; la perdita di più di un litro o di un litro e mezzo può avere gravi conseguenze. Perciò potete trovarvi nella necessita di agire rapidamente, usando ogni mezzo a vostra disposizione.

Fratture

Mentre attendete il medico, tenete caldo l’infortunato e, se è necessario, combattete lo shock. Applicate una borsa di ghiaccio sulla zona dolente. Se la estremità dell’osso fratturato sporge dalla pelle e l’emorragia è grave, fermatela ma non cercate di riportare l’osso al suo posto. Non tentate di pulire la ferita. Aspettate il medico. Se non trovate un medico e l’infortunato deve essere trasportato per ricevere le cure del caso, la frattura deve essere immobilizzata con stecche per evitare danni maggiori. Come stecche, usate tutto ciò che può servire a tenere ferme le ossa fratturate: cartone, giornali o riviste per le braccia, manici di scopa o assi per le gambe. Adoperate stecche abbastanza lunghe da giungere oltre le articolazioni che sono al di sopra e al di sotto della frattura.

Immobilizzazione di fortuna.

 

Se l’arto deve essere raddrizzato prima di poter applicare le stecche, reggetelo con una mano dall’uno e dall’altro lato della frattura, mentre qualcuno lo metterà con delicatezza nella posizione più naturale possibile. Imbottite le stecche improvvisate con cotone idrofilo o stracci puliti e legatele al loro posto saldamente (ma non troppo strette), con bende, cinture, cravatte o strisce d’indumenti.

Le stecche servono esclusivamente per immobilizzare la frattura: lasciatene la riduzione al medico. Quando è possibile non immobilizzate la frattura e non muovete affatto il paziente. Se si tratta di una frattura della colonna cervicale o dorsale, del bacino o del cranio non tentate di muovere il paziente.

Non pensate che non vi siano fratture soltanto perché l’infortunato può muovere l’articolazione o l’arto leso. Per evitare complicazioni, chiamate subito il medico o l’ambulanza.

Parto

Le problematiche tecniche e, soprattutto, medico-legali del travaglio di parto e del parto sono di natura estremamente delicata. Infatti nessuno, a parte lo specialista in ginecologia ed ostetricia, deve sentirsi autorizzato a ritardare l’ospedalizzazione in caso di sospetto di travaglio di parto.

E’ da raccomandare la massima prudenza anche quando le proprie conoscenze e la propria esperienza evidenziano una situazione prevedibilmente tranquilla: la diagnosi e l’assistenza sono esclusiva competenza del personale specializzato!

In caso di urgenza non fate i conti con le contrazioni. Sicuramente la rottura delle membrane deve consigliare l’ospedalizzazione immediata.

Di rado, ma succede, ci si può trovare di fronte ad un parto precipitoso. Sicuramente bisogna comunque provvedere al trasporto in ospedale. E’ importante chiedere alla donna se la gravidanza è stata fisiologica o meno, se è a termine e se all’ultimo controllo sono state riscontrate o sospettate anomalie di qualsiasi genere e, in particolare, della presentazione fetale.

Assistenza al parto spontaneo "di vertice"

Parto spontaneo di vertice.

1.    La paziente viene aiutata a mettersi in posizione ginecologica e vengono disinfettati i genitali esterni. Se l’assistenza viene prestata da personale autorizzato si svuoterà la vescica con un catetere e si posizionerà una cannula venosa periferica.

2.    Durante l’espulsione della parte presentata si attuano le manovre di protezione del perineo (e’ la regione anatomica più o meno a forma di rombo che comprende i genitali esterni -anteriore- e l’ano -posteriore-). Ci collocheremo o di fronte o alla destra della partoriente applicando la mano sinistra sulla parte superiore della vulva e con essa si cercherà di rendere graduale l’espulsione della testa. La mano destra verrà applicata contro il perineo posteriore in modo che il palmo sia a diretto contatto con il perineo e che la commissura vulvare posteriore sia compresa tra pollice ed indice divaricati. Una garza tra la mano e il perineo consente una migliore presa sui tessuti.

3.    Si inviterà la donna a spingere col torchio addominale, a glottide chiusa (cioè trattenendo il respiro), solo durante le contrazioni uterine.

4.    Una volta fuoriuscita la testa fetale, asseconderemo la rotazione esterna ponendo le due mani a piatto sui parietali del feto (le zone laterali della testa), quindi trazioneremo in basso per consentire il disimpegno della spalla anteriore sotto l’arcata pubica. A quel punto la trazione sulla testa sara’ rivolta verso l’alto ed anche la spalla posteriore si divincolerà. Il tronco e gli arti seguiranno senza problemi.

5.    A parto avvenuto si afferreranno le caviglie fetali cercando di mantenere il neonato alla stessa altezza della madre e si taglierà il funicolo tra due pinze di Kocher o tra due legature. In caso di emergenza va bene anche un filo qualsiasi, meglio se grosso, che dovrà essere stretto saldamente.

6.    Si aspireranno le vie aeree superiori del neonato e dopo averlo lavato con acqua tiepida si avvolgerà in una coperta.

7.    Si attenderà il secondamento ovvero l’emissione della placenta. Utile il massaggio in senso circolare dell’addome.

Nessuno deve farsi prendere dalla tentazione di fare da solo. Comunque vada, la donna deve essere visitata dal ginecologo e il neonato dal pediatra neonatologo.

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