ATTREZZATURE DI PRONTO SOCCORSO
Barella a cucchiaio
Studiata appositamente per le esigenze che si riscontrano nel primo soccorso. Per la sua caratteristica di sganciarsi in due parti, consente di infilare la barella sotto il paziente senza doverlo muovere, riducendo
al minimo il rischio di aggravamento di lesioni dovute alle manovre di caricamento.
Le sue utilizzazioni:
La barella viene aperta nelle due metà che la compongono e, ogni metà, viene posta a un lato del paziente. A questo punto è necessario adeguare la lunghezza all'altezza del paziente, tramite il meccanismo telescopico posto nella parte destinata ad accogliere gli arti
inferiori.
Fatto ciò, si devono far scivolare gli elementi orizzontali sotto il paziente; se si incontrano difficoltà in questa operazione è possibile aiutarsi facendo ruotare leggermente il paziente su se stesso
pur conservando il suo asse.
Fatti scivolare tutti e due gli elementi, è sufficiente far scattare il meccanismo di blocco posto vicino alla congiunzione di questi due elementi per aver ottenuto una ricomposizione sicura della
barella a cucchiaio.
Talvolta la riunione di questi può risultare difficoltosa per due motivi:
interposizione di abiti o di altri oggetti fra gli elementi orizzontali;
imperfetto allineamento sul piano orizzontale degli elementi che ne compongono la cornice.
Nel primo caso sarà necessario togliere gli oggetti che ne impediscano la chiusura: per esempio anche solo alzando per un attimo la barella tenendo unite le due metà con le mani.
Nel secondo caso sarà necessario muovere un elemento rispetto all'altro in modo da cercare di portarli sullo stesso piano e, successivamente, stringere con forza questi due elementi per assicurarli fra di loro.
Asse spinale
E' un dispositivo rigido,
radio-trasparente, su cui è possibile immobilizzare l'intero corpo della vittima con apposite cinghie, garantendo un perfetto allineamento della colonna vertebrale.
Il caricamento del traumatizzato sull'asse spinale deve avvenire preferibilmente tramite l'utilizzo della barella a cucchiaio.In caso di impossibilità tecnica all'uso di tale presidio si procederà secondo la seguente procedura:
Un soccorritore sarà interamente dedicato all'immobilizzazione manuale del capo, su cui eserciterà una leggera trazione
mentre accompagnerà i movimenti del corpo della vittima garantendone sempre l'allineamento
testa-collo-tronco.
Quando possibile, l'asse andrà fatta scivolare sotto il corpo della vittima. In caso di difficoltà l'asse andrà
posizionata lateralmente, parallela al corpo della vittima.
Tre soccorritori si inginocchiano a fianco del paziente, dalla parte opposta all'asse, lasciando spazio sufficiente per far ruotare la vittima verso di loro. Un soccorritore si posiziona a livello della spalla, un'altro all'altezza della vita ed un terzo in corrispondenza del ginocchio. Il primo soccorritore continua a mantenere l'immobilizzazione manuale del capo, esercitando una leggera trazione e sarà lui a coordinare i movimenti degli altri soccorritori.
Gli aspiratori vengono divisi in portatili e fissi, a seconda della loro possibilità di trasporto e, a seconda del meccanismo che crea il vuoto, a gas (ossigeno o aria compressa, elettrici o manuali. Qualunque sia
il meccanismo aspirante il loro compito è di realizzare una pressione negativa pari a circa 300
mmHg, il che equivale all'aspirazione di circa 30 litri di liquido al minuto.
L'aspiratore serve principalmente ad aspirare liquidi dalle vie aeree al fine di consentire la ventilazione del paziente o la sua
intubazione.
Questi dispositivi devono essere dotati di tubi di ampio diametro, con pareti spesse che non permettano l'attorcigliamento o il collabimento delle pareti, cosa che ne vanificherebbe l'uso.
Uso:
Il corretto uso dell'aspiratore prevede, dopo aver indossato i guanti protettivi, il posizionamento del catetere di aspirazione e, solo successivamente, il blocco dell'apertura di ventilazione. Il blocco
del foro di ventilazione prima del posizionamento del catetere causa sicuramente un inceppamento nella progressione dello stesso e vanifica l'operazione.
L'aspirazione può essere:
Orofaringea (per rimuovere le secrezioni nelle vie aeree superiori anche in preparazione
dell'intubazione orotracheale)
Tracheale (per rimuovere ostruzioni a livello della trachea in paziente
intubato)
I sondini per aspirazione sono di diverso colore a seconda della grandezza:
colore blu, nero, bianco pediatriche (di piccolo calibro)
colore verde, arancione per adulti
Collare cervicale
Il collare cervicale è uno strumento che permette di immobilizzare il collo di un paziente che abbia subito un trauma.
Tutti i traumatizzati che presentano dolore al collo devono essere considerati come aventi una lesione del rachide cervicale finché una radiografia non dimostri il contrario. I pazienti in stato di incoscienza e quelli troppo confusi per collaborare
vanno considerati alla stessa stregua per l'impossibilità di verificare la sintomatologia.
Sono disponibili le seguenti misure:
Extracorto -no neck
Corto- short colore blu
Normale -regular colore arancione
Lungo -tall colore verde
Oltre a fornire un'eccellente immobilizzazione della colonna cervicale, permettono un adeguato accesso alla bocca per consentire le manovre rianimatorie e l'accesso all'arteria carotide. Sono
radiotrasparenti,
consentendo l'esecuzione dei radiogrammi di base senza doverli rimuovere.
Posizionamento:
Il corretto posizionamento prevede lo scivolamento dietro il collo del paziente, della sua parte posteriore che, successivamente, viene raccordata alla parte anteriore e chiusa per mezzo del velcro. Il tutto senza muovere la
testa del paziente.
Estricatore di Kendrick o KED
Il KED è un dispositivo più moderno per immobilizzare ed estrarre una vittima con sospette lesioni della colonna vertebrale. E' l'ideale per l'utilizzo in spazi ristretti o di scomodo accesso. La flessibilità
orizzontale e la caratteristica avvolgente sono i principi fondamentali attraverso cui tale dispositivo si rivela utile per
l'estricazione in caso di ingombro per la presenza di sedili deformati o per la scarsa altezza dello spazio di azione. La caratteristica di calzare perfettamente
sotto le ascelle e le cinghie poste sul petto limitano i movimenti del dispositivo e diminuiscono il rischio di aggravare le lesioni all'inguine.
Le tre impugnature di cui dispone il KED sono il sistema migliore per sollevare e spostare la vittima. Il tempo richiesto per il posizionamento di tale dispositivo è normalmente inferiore ai quattro minuti. Il KED costituisce inoltre anche una
eccellente stecca per le fratture del bacino o per le fratture alte del femore.
Tecnica di utilizzo:
Si estrae il KED dalla custodia e si separano le cinghie ferma testa e sottogola che serviranno in seguito. Il KED va presentato mantenendo la parte liscia verso la schiena della vittima e la parte con le cinghie e le impugnature rivolta verso lo schienale dell'automobile.
Avendo già posizionato un collare per immobilizzare la colonna cervicale della vittima, si deve sfruttare la
flessibilità del KED per superare il montale della porta, il tetto del veicolo,
etc, e posizionare il lato liscio a contatto della schiena della vittima, raddrizzandolo in modo che il segmento poggia testa sia all'altezza del capo della vittima, ben centrato dietro di essa.
Quando il KED è in posizione,ben centrato ed allineato alla colonna vertebrale, sganciare le cinghie fermagambe e
tirarle lateralmente, una a ciascun lato della vittima. Le fibbie delle cinghie fermagambe sono di colore bianco.
Adattare i supporti per il petto attorno al dorso della vittima, avendo l'accortezza di tirare il KED verso l'alto in
modo da farlo calzare perfettamente sotto le ascelle. Mantenerlo sotto le ascelle finché non viene bloccato con le cinghie.
Liberare la cinghia di mezzo del petto e fissare la parte "maschio" della fibbia alla parte
"femmina" contro laterale. Uno scatto segnala l'avvenuta chiusura. Le fibbie hanno il medesimo colore.
Ripetere con la cighia inferiore. Non agganciare ancora la cinghia superiore del petto.
Collocare le cinghie per le gambe in posizione. Con un movimento a sega, utilizzando entrambe le mani, far scorrere le
cinghie sotto la gamba e le natiche della vittima
A questo punto le cinghie per le gambe possono essere allacciate, avendo l'accortezza di incrociarle all'inguine
Ripiegare una volta
l'Adjusta Pad (cuscino rettangolare contenuto nel set) per colmare adeguatamente lo spazio venutosi
a creare posteriormente tra il collo della vittima ed il KED. Questo cuscinetto serve esclusivamente a riempire il vuoto e fungere da comodo appoggio per il collo della vittima.
Avvolgere i supporti intorno alla testa della vittima
Allacciare la cinghia superiore del petto e controllare e stringere tutte le altre cinghie. Controllare nuovamente che
il KED appoggi correttamente sotto le ascelle.
A questo punto si può procedere alla liberazione del paziente. L'estrazione dall'autoveicolo viene effettuata da 2
soccorritori ciascuno dei quali impugna l'apposita maniglia di sollevamento con una mano e con l'altra, posta sotto la coscia della vittima, va a stringere quella del compagno. Il complesso
paziente/KED può essere sollevato e posto sulla barella principale o sulla barella a cucchiaio.
Dopo il collocamento sulla lettiga provvedere ad allentare la cinghia sottogola ne quella superiore del petto.
Materassino a depressione
Il trasporto di un traumatizzato implica sempre un ulteriore trauma: il materrassino a depressione è stato ideato proprio per cercare di minimizzare questo ulteriore trauma dato dal trasporto.
Questo è costituito da un doppio telo di materiale plastico con una camera centrale al cui interno è posto un materiale inerte che diviene rigido aspirando l'aria contenuta fra i due teli.
Il traumatizzato viene posto sopra a questo materassino, al fine di permettere una migliore immobilizzazione, con la barella a cucchiaio che può essere sia lasciata in sede per i successivi spostamenti sia tolta. Si piegano poi i lembi per mezzo di
apposite cinghie velcrate, e si aspira l'aria dalla camera intermedia rendendo il materrassino rigido intorno al paziente il quale rimane immobilizzato all'interno. Il suo trasporto risulta meno traumatico.
Stecche per immobilizzazione arti.
Le stecche sono uno dei presidi la cui funzione è quella di immobilizzare un arto, superiore od inferiore, fratturato.
Possono essere usati in caso di fratture di qualsiasi tipo, anche esposte, in quanto immobilizzano senza comprimere, garantendo la fisiologica circolazione del sangue.
Esistono tre misure di stecche e sono formati da un immobilizzatore con cinghie a chiusura a velcro ed una imbottitura supplementare.
Uso:
Si posizionano facendoli scorrere sotto l'arto, dall'estremità distale a quella prossimale, chiudendo poi le cighie eventualmente sull'imbottitura. Sono radiotrasparenti
Ossigeno
L'ossigeno è un gas incolore e inodore, normalmente presente sotto forma di molecola biatomica 02; a pressione atmosferica liquefa a -183 °C, non è esplosivo ne infiammabile ma è un ottimo comburente e,di
conseguenza, non deve mai venire in contatto con oli, grassi e altri materiali infiammabili. Inoltre è buona norma vietare rigorosamente il fumo e l'avvicinamento di fiamma libera.
Viene conservato sotto forma gassosa, compresso fino a 200 atm, in bombole di acciaio contrassegnate dalla testa bianca e che devono superare un collaudo ogni cinque anni. La pressione presente all'interno di questi recipienti è troppo alta per
l'utilizzo diretto e deve essere ridotta per mezzo di un apposito riduttore di pressione.
Una normale bombola di ossigeno è quindi costituita di:
valvola principale
riduttore di pressione, che riduce la pressione a 3.5 atm indipendentemente da quella esistente all'interno della
bombola;
manometro che, segnalando la pressione all'interno della bombola, ci fornisce lo stato di carica della stessa;
flussimetro con il quale è possibile regolare la fuoriuscita del gas;
umidificatore a gorgogliamento
L'ossigeno può essere somministrato, puro o miscelato all'aria, mediante cateteri nasali, anche forgiati a forma di occhialini, per mezzo del pallone di Ambu o direttamente tramite un tubo tracheale.
Una somministrazione prolungata a concentrazione assoluta dà dopo alcune ore, un'irritazione della trachea e, successivamente, danneggia in modo grave anche i polmoni.
Il laringoscopio è lo strumento utilizzato per la visione della glottide e per consentire il passaggio del tubo endotracheale attraverso la glottide stessa.
E' formato da due parti:
un manico o impugnatura
una lama o spatola intercambiabile di forma e dimensioni diverse.
Il manico, di forma cilindrica, contiene le pile che erogano l'energia indispensabile a fornire l'illuminazione presente sulla punta della lama; è fondamentale ricordare che i manici non hanno tenuta stagna e
quindi non vanno mai immersi completamente nell'acqua.
Le lame sono disponibili in forme e, soprattutto, dimensioni differenti per poterle usare su pazienti di età diversa. La forma può essere retta (modello
Miller) o, più frequentemente, ricurva (modello Macintosh). La punta
della lama è sempre dotata della possibilità di illuminazione anteriore. Al momento esistono 2 tipi di illuminazione:
i modelli più vecchi hanno una piccola lampadina montata sulla punta della lama e collegata, tramite fili, alla
batteria posta nel manico;
quelli più recenti hanno, invece, una sorgente luminosa posta direttamente nel manico e un fascio di fibre ottiche che
trasporta l'illuminazione sulla punta della lama.
Tecnica:
Il laringoscopio di solito viene impugnato con la sinistra dal medico che deve intubare un paziente. Postosi dietro la testa del paziente e iperestesa la stessa, la lama del larignoscopio viene inserita in bocca fino ad arrivare
alla base della lingua che viene tenuta in alto dalla lama stessa. E' così possibile vedere l'epiglottide, illuminata dalla fonte luminosa posta in cima alla lama stessa, e penetrare la trachea con il tubo tracheale tenuto con la mano destra.
talvolta è necessario farsi aiutare da un secondo operatore che, premendo verso il basso il pomo di Adamo, tende a rettilineizzare la trachea e, quindi, a facilitare l'ingresso del tubo tracheale all'
interno della stessa.
Tubo di Mayo, Guedel e Bierman
Si tratta sempre di una piccola cannula di plastica ricurva, dotata di un'anima metallica che ne impedisce lo schiacciamento ed è disponibile in diverse misure. I tre modelli differiscono essenzialmente nella
lunghezza e per piccole variazioni di conformazione.
La cannula deve essere infilata nella bocca dei pazienti in stato di incoscienza e serve a impedire l'occlusione delle prime vie aeree da parte della lingua e il danneggiamento del tubo oro-tracheale durante le crisi cimiziali o nel trisma.
Facilita inoltre le manovre di aspirazione attraverso le prime vie aeree. Infilarla nella bocca del paziente con la concavità rivolta verso l'alto e, successivamente, ruotarlo su se stesso all'interno della bocca del paziente stesso.
Respiratori automatici
Sono strumenti che consentono di attuare una ventilazione controllata a pressione positiva intermittente (come con il pallone
ambu), mantenendo costanti durante tutte le fasi del soccorso, i parametri ventilatori e
la percentuale di ossigeno somministrato. Hanno modo di regolare la:
Frequenza respiratoria
Volume insufflato
Permettono il disimpegno di un soccorritore se il paziente è
intubato. Per funzionare necessitano di una fonte di energia rappresentata da gas compressi (normalmente ossigeno).
I modelli attualmente in uso possono essere distinti in due tipi fondamentali:
Volumetrici
Pressometrico
I primi erogano il volume di gas fissato precedentemente, in maniera indipendente dalla pressione che si raggiunge nelle vie aeree, entro determinati limiti di sicurezza. Il tipo
pressometrico, al contrario,
eroga la miscela di gas fino al raggiungimento della pressione desiderata nelle vie aeree, indipendentemente dal volume. Quest'ultimi, per le loro particolari caratteristiche di funzionamento non vengono ritenuti adatti alla ventilazione di tutti i pazienti ma, per la loro semplicità di
funzionamento, economicità e trasportabilità sono normalmente utilizzati nelle ambulanze.
La sedia a rotelle è un presidio molto utile specialmente quando non è possibile trasportare il paziente con la barella, in special modo quando l’ambiente in cui soggiorna il
è piccolo, la sedia ha quattro sbracci che permettono di trasportarlo come se fosse una portantina.
E’ inoltre dotata di cinghie con chiusura a scatto che servono ad immobilizzare la persona da trasportare.
Facilmente chiudibile in se stessa, la sedia può essere alloggiata sull’autoambulanza sempre a portata di mano .
Defibrillatore semiautomatico esterno
(DAE)
Il defibrillatore semiautomatico esterno è uno dei presidi molto utili per il salvataggio della vita di un paziente, quando questi versa in situazione di incoscienza e arresto cardio-circolatorio.
Questo tipo di cardio-defibrillatore permette di
defibrillare il paziente senza la presenza di un medico, ma anche da personale opportunamente addestrato non medico.
Una recente normativa permette l’uso di questo strumento anche a personale volontario addestrato che operano su mezzi di soccorso.
Grazie a questo strumento che è un vero e proprio computer, che parla con voce pre-registrata e detta le fasi, funziona con la semplice applicazione delle placche monouso cui dispone, riesce a rilevare i parametri cui ha
bisogno.
L’apparecchio può essere settato secondo le esigenze e dispone anche di un display che permette di visionare i parametri vitali.
Riconosce se durante le fasi di defibrillazione vi è una ripresa del ritmo cardiaco con la conseguente interruzione automatica della procedura.
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